Chi si avvicina al Trail Running di solito ha già percorso tanti km su strada e in fondo è anche stanco del confronto a volte demoralizzante con le aspettative personali e con il cronometro.
Nello scoprire la durezza dei percorsi Trail però, si rimane affrancati e affascinati dallo scorrere dei luoghi che invitano sempre a scoprire, a guardare cosa c’è oltre quella curva, oltre quella cresta, ad osservare panorami che la città non offre mai. E il contatto con la natura acquista un valore di assoluta libertà, che aggiunta alla libertà che la corsa offre e che tutti abbiamo già provato, diviene elemento che rapisce e fa scorrere il tempo in modo diverso.
Correre in un bosco, lungo il greto di un fiume, sulla sabbia o in montagna premia chi si mette in gioco e beneficia di immagini sempre diverse ma richiede uno sforzo fisico maggiore e una particolare attenzione al terreno.
Le prime volte ci si sente persino goffi, soprattutto in discesa, oppure si sente il cuore in gola anche andando piano piano lungo salite che neanche si pensa possano esistere per davvero.
Eppure quando si riesce a trovare il giusto equilibrio (e lo si trova …) accettando anche delle fasi di cammino nei punti più impegnativi si torna a casa ricchi si emozioni nuove, vive e che resteranno tali quasi per sempre.
Passo dopo passo si entra in contatto con se stessi e con la natura e ci si accorge quanto sia importante non lasciare tracce del proprio passaggio e si impara a riportare a casa gli scarti del nostro correre, fazzoletti, involucri di barrette e quant’altro non ci fa piacere trovare lungo il nostro percorso, perché in fondo con un pizzico di fantasia si può pensare di essere i primi a passare per quel particolare sentiero.
Correre Trail è anche saper sognare perché, come detto, è libertà allo stato puro.