Forse il soprannome derivava da ASTROLABIO, antico strumento in rame, ottone o legno, che serviva a determinare l’altezza degli astri sopra l’orizzonte. Ma volgarizzato e appropriato indicava certamente la persona veramente pratica ed esperta in astrologia, climatologia e cioè nei rapporti tra fenomeni meteorologici, i loro mutamenti e la loro influenza sulle persone, sugli animali e sulle piante.
Abitava a Frascati in via San Martino, era piccolo di statura, tutto pepe, aveva un parlare frettoloso ma simpaticissimo, viticultore molto stimato, nel suo campo era una scienza. A lui facevano riferimento tutti i campagnoli del quartiere di San Gaetano perché ci azzeccava sempre. Era il servizio meteorologico tuscolano. “Domani dorméte, perché u témpu se mette a cattivu”. E la gente dormiva tranquilla.
“Stasera ‘a marina è limpida, domani potémo ì a lavorà” E la mattina dopo alle 4 era un pupulare di uomini, muli, asini, carrettini e vignarole. “Da ‘u Monte se fa scuru, u temporale s’avvecina”, e chi stava in campagna lo seguiva, rincasando in tutta fretta. “A luna sta all’utimu quartu, è ora de ricambià o vinu”.
E giù con pompe a mano, botti, caratelli e barili. “Lunedì è luna nòva, u tempu se rimette”. “E’ tramontana torbida, po’ puru nevicà, stetivene ao callu”. E a gente se ne stava tappata in casa al caldo vicino al braciere. Sembrava che dalla stalla anche la mula ROSINA comprendesse, perché dopo le sue previsioni si sentiva sempre un nitrito di approvazione.
Florido Bocci